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SVEGLIA! – Mostra d'arte di Claudio Segattini
9 - 24 Febbraio 2019

Inaugurazione sabato 9 Febbraio 2019 ore 18.00
Orario:  dal martedì alla domenica 17.30 – 19.30
 
  
Di recente c’è chi si è chiesto, se sia possibile raccontare l’idea, fragilissima e potente al tempo stesso, di rivoluzione nell’accezione che ebbe nella seconda metà degli anni Sessanta portatrice di quella capacità, ad oggi ineguagliata, di sovvertire le strutture di potere in ogni sfera della società.

Claudio Segattini ha risposto a questo interrogativo non soltanto realizzando opere figurative che centrano il tema in questione ma progettando un orizzonte culturale provocatorio e energizzante.

Architetto milanese trasferito nelle Marche sulla scia sì del lavoro, ma soprattutto della passione per un territorio “dalle qualità enormi”, il Nostro è anzitutto, guai a sottolinearlo, un idealista.

La militanza nella facoltà di architettura, in coda al fatidico ’68, ne plasmerà il carattere e le scelte fino a portarlo, dieci anni dopo, alla sua prima opera Dire no, sintesi esemplare del dissenso ma anche, lo si vede bene dall’attenzione riservata alla lavorazione delle due semplici parole, esplicitazione di un concetto ben introitato e che, nella sua esternazione, deve comunque trovare una sua corretta espressione formale.

  
Passeranno anni prima che la mente fertile di Segattini trovi, tempo e modi di esprimersi nuovamente e la ricerca ripartirà dai materiali raccolti durante lo svolgimento della professione: Allineai e coperti tranne uno “rosso” è una griglia di inquadramento che oscilla tra il disegno geometrico e lo schema militare e con quest’ultimo condivide la modalità di movimento accompagnata da un flusso di freccette che segna la fuoriuscita del singolo, il cui colore non è certo casuale, da una coreografia tanto stereotipata quanto coercitiva. Ai caratteri tipografici sono affidati i punti cardini dell’io dell’artista: ESSERE, La scelta, l’unica possibile nelle infinite combinazioni delle lettere e 20/5/42,  Il fato che per noi seleziona un destino legato a tempi e luoghi, soggetto a minime variazioni che di fatto ne sovvertono l’ordine dando vita a nuove forme e orizzonti di senso.
A questa analisi che potremmo dire interna e personale se ne contrappone una diametralmente opposta, centrifuga per così dire, che parte dall’artista e che necessita di un legame, saldo e forte con lo spettatore: un richiamo all’azione dettato da un trittico di imperativi. Silenzio come imprescindibile premessa alla corretta focalizzazione delle priorità; Riflettere, perché l’ordine delle priorità non può prescindere da un’acuta e attenta analisi, un continuo facts and thinks checking sul mondo che ci circonda. Infine Osare, cercando, scoprendo, teorizzando, progettando, inventando e creando un mondo ideale dove le persone non si bastano in sé e non trovano sufficiente considerare come limite ultimo dell’esistenza il quotidiano. Imperativi che sono l’esatto opposto di Like, esemplificazione del desiderio di compiacere gli altri e trovare effimere soddisfazioni nelle intangibili interazioni digitali o di 50 anni per arrivare a questa rivoluzione?, calendario del mezzo secolo che intercorre tra l’apice del fermento socio culturale e l’oggi, individualista e disilluso. Un panorama sociale popolato di Identità annullate dove le storie personali sono tradotte in tessere bancarie e documenti identificativi che in pochi anni, con una sforbiciata, sono annullati inabissando plastica e frammenti di quell’identità che poco prima erano chiamate ad accreditare. Messaggi, quelli di Segattini, forti, diretti, indipendenti tanto da staccarsi dal muro, dalle pareti e dal contesto fisico in cui si trovano, non solo per ribadirne il tono sovversivo rispetto alle canoniche modalità espositive, ma anche perché “il muro è il muro e l’opera è l’opera”.  Il percorso rigenerativo si conclude con un nuovo imperativo: Sveglia! il più potente e il più esplosivo: un richiamo impertinente, forse, ma tanto semplice quanto necessario a chiamare lo spettatore ad armarsi di coraggio, parole, opinioni, magari da condividere scambiandosi Un sacco di pensieri e osando riportare su di un semplice taccuino i propri intenti confrontandosi con l’autore e i suoi testi, interagendo ma con tutto il tempo per esercitare silenzio e riflessione.

Nicoletta Rosetti
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