Le ragioni dell'amore - Associazione Culturale Galleria Puccini

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Le ragioni dell'amore

Mostre > 2016
Carlo Cecchi - La ragione dell'amore
Just a present”
10 – 30 Dicembre 2016
         
    
Inaugurazione sabato 10 Dicembre 2016 ore 18.00
Orario: tutti i giorni 17.30 – 19.30 (Chiuso il lunedì, 24-25-26 dicembre)

Come ormai di consuetudine, anche quest'anno 2016 l'Associazione Culturale Galleria Puccini propone l'iniziativa “Just a present”, una mostra che intende presentare un artista che si è particolarmente distinto, e dà in omaggio un'opera  d'arte a chi  si iscriverà come socio per l'anno 2017.
Nell'ambito di questa iniziativa, ci fa piacere ospitare l'artista di fama internazionale CARLO CECCHI , tra i più conosciuti a livelli nazionale ed internazionale, con un nutrito e importante curriculum. Il suo lavoro che sconfina nella pittura, nella scultura, nel mosaico ed in altri linguaggi, è dotato di forte riconoscibilità , ha realizzato importanti mostre in italia e all'estero ed è presente in collezioni pubbliche e private.
    
Invitiamo tutti coloro che vorranno iscriversi come soci sostenitori della Associazione Culturale Galleria Puccini per l'anno 2017, a venire a scegliere e ritirare l'opera di Carlo Cecchi che verrà data loro in omaggio.nche senza una prefigurazione mentale di ciò che il supporto della tela ospiterà, l’artista è tale perché in grado di rappresentare su un piano bidimensionale la profondità della propria anima.

La ragione dell’amore si staglia su un cielo grigio, autunnale, dai riflessi di perla. In una macchia nera si delinea delicato, in tratti sottili e affusolati, un chiaro pensiero a Modigliani. Un embrione di luce la indica come origine della vita, primitiva provenienza dell’esistenza umana. Accanto a lei tutto diviene donna: la meteorite si fa utero dal colore blu lapislazzulo, come il cielo dal quale proviene.
La meteorite tesse un filo invisibile tra la terra e il cielo pieno di stelle, lo stesso che fa venire la voglia ad Osvaldo Licini di affacciarsi dalla sua finestra marchigiana per contemplare il blu profondo della notte decorata dalle luci delle costellazioni, piccole bussole dei viaggiatori antichi ed eterno luogo dei desideri di chi è alla ricerca di qualcosa o di qualcuno. Quelle stesse stelle che guidarono Giacomo Casanova, instancabile viaggiatore, verso la nostra Ancona, costretto all’isolamento all’interno del Lazzaretto dove trovò l’amore sensuale e profano di una schiava greca ad allietare le sue giornate in quell’isola artificiale, racchiuso nel limbo dell’incertezza del migrante che ha conquistato la terraferma dopo la faticosa traversata. Quel viaggio attraverso i mari all’inseguimento della speranza, con gli occhi rivolti al cielo ma i corpi gettati in mare, dove oggi la gomma dei barconi carichi di cuori grandi e piccoli si sfalda troppo spesso sciogliendosi nell’acqua salata insieme ai sogni, e sprofonda nel blu dove si specchia la vastità dell’universo. Nel frattempo, dall’altra parte della riva, i bambini giocano. Fanno finta di navigare attraverso gli oceani, con le loro piccole imbarcazioni di plastica lucente, e non sanno che al di là del mare altri bambini solcano le onde sopra la gomma che si sgonfia esasperata, come i loro giochi che si bucano sui sassi della battigia, annullandosi insieme alla vacuità di chi viaggia guidato dalla luna, dalla lusinga di un amore sensuale, di un sogno che, testimoni il cielo e le stelle, non vivranno mai. Il trolley perde stelle e ci riporta alla terra, in quanto simbolo contemporaneo del dinamismo della vita moderna, del movimento che caratterizza sempre di più le nostre vite e il nostro cammino e dietro al quale lasciamo sempre qualcosa. Carlo Cecchi ci rende partecipi di una considerazione nel senso vero, etimologico del termine di origine latina: sidus -ĕris “stella”, col prefisso con-, “osservare gli astri”. Una riflessione sulla vita, e sul senso che attribuiamo ad essa, sul viaggio inteso come moto a luogo non solo fisico, ma anche spirituale e morale, sullo sfondo della superficie lunare, rassicurante presenza dei desideri.
Giulia Naspi
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