Come istantanee - Associazione Culturale Galleria Puccini

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Come istantanee

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Come istantanee – Mostra d'arte di Vittorio Conti
  
10 - 25 febbraio 2018
Inaugurazione sabato 10 Febbraio 2018 ore 18.00
Orario:  dal martedì alla domenica 17.30 – 19.30
  
  
Avventure estetiche di uno sguardo di Antonio Luccarini

Per comprendere pienamente un percorso che è stato intrapreso per disegnare un tracciato determinato e nettamente individuabile nelle regioni dell’arte, occorre rintracciare il momento di partenza.

Al di là delle spinte, più o meno inconsapevoli, che orientano una prassi artistica, qualunque sia l’ambito di produzione frequentato, qualunque sia il linguaggio utilizzato, c’è sempre da scoprire un evento fondante che ne costituisce non soltanto la motivazione iniziale – e quindi una sorta di genesi – ma soprattutto il dispiegamento di una poetica.

Vittorio Conti ha iniziato a lavorare sull’immagine e sulle possibilità narrative ad essa legate cominciando dal mezzo che comunemente, ma non esattamente, si ritiene più vicino e più fedele alla riproducibilità del reale, quello della fotografia.

Ed è stato proprio il terreno insidioso della cattura del vero concesso allo strumento fotografico che ha consentito a Vittorio Conti di intuire la distanza incolmabile che separa il mero dato dell’esperienza percettiva dall’ispirazione e dal volo dell’immaginazione.

I suoi scatti non cercavano di riprendere e catturare ciò che arrivava all’occhio, ma al contrario intendevano reinventare – modificando impressioni, trasfigurando gli stessi dati empirici, in altre parole interpretando – il paesaggio e le sue forme di vita.
Lo sguardo veniva prima dell’operazione fotografica e ne dettava ogni linea compositiva. L’intuizione da cui ha preso l’avvio – tardivo se riferito all’intero svolgimento dell’itinerario esistenziale – tutto il mondo pittorico di Vittorio Conti procede in un certo senso proprio da quel momento di riflessione che stava alla base della sua passione per la fotografia. All’inizio non c’è il mondo ma c’è uno sguardo , già carico di conoscenza e sentimento, che vuole incontrarlo. E ancor più dell’operazione fotografica lo spazio pittorico per Vittorio Conti finisce per assumere qualità, impostazione e direzione di una vera e propria messa in scena .  
Nonostante il linguaggio utilizzato riproponga canoni e stili di una impostazione saldamente figurativa – notevoli, soprattutto negli ultimi lavori, risultano, a questo proposito, esattezza, precisione e padronanza delle tecniche acquisite sul piano del disegno e della distribuzione della luce – la materia della rappresentazione dominata da solitudini e assenze, scenari di abbandoni e silenzi metafisici, rimanda a una visione di tipo concettuale. Tutto il materiale iconico che questa pittura ci consegna, con tinte delicate bagnate dalla luce zenitale, al di là degli inevitabili rimandi e delle riconoscibili suggestioni – ma l’arte è necessariamente, come svolgimento e durata, una sorta di perenne impollinazione – non fa che teatralizzare, usando come elementi scenografici dati di coscienza e dati di esperienza, il rapporto fra una soggettività indagante e una realtà percepita che rimane silente nel mistero delle proprie presenze e delle assenze ugualmente inquietanti.

Antonio Luccarini
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